lunedì 5 dicembre 2016

Ode al Gatto - Nora Calvi



Nora Calvi


 ODE AL GATTO






Non privare la mia casa della tua magica presenza:
torna ogni volta, vigile e fiero,
alla certezza dell'accoglienza e del riposo.
Tu scegli il meglio
né ti si può guidare:
con sagacia accogli segnali condivisi,
con tenacia sottile
mi persuadi alle tue esigenze.
Ancora mi sorprendi
se penso di conoscerti,
eppure basta la mia voce al tuo sguardo felino,
per mutarlo in complice messaggero di tenerezze.
Sempre mi affascina la grazia del tuo incedere,
mi cattura la gioia del tuo gioco,
mi turba la dignità del tuo soffrire.
Tu capti i miei umori,
intuisci il mio malessere...
ti fai allora morbido soccorritore
al mio fianco
e mi commuove la disarmante fiducia
del tuo abbandono
al mio grembo.
Mi tuffo allora nel muschio dorato
dei tuoi occhi, a spegnere le mie tensioni
e ti penso creatura ineffabile,
destinata a concederci un'immagine
di armonica felicità
che non ci è concessa.


CALVI NORA,  vive e opera a Broni (PV). Laureata alla Università  Cattolica di Milano ha insegnato  Lettere nella scuola. Ha vinto diversi premi letterari. Nel 2006: Concorso San Colombano di Santa Giuletta (PV), 1° Premio; nel 2007 : Premio Città di Broni (3° Premio Sez.Vino); nel 2009: “ Parole e poesia” di Formigine (MO); nel 2010: Premio “Albano-Greggio-Oldenico” (VC); nel 2011 : Città di Voghera , Premio Sirmione-Lugana (2° classificato); nel 2012: Cinque terre-Golfo dei Poeti –Siro Guerrieri, Premio Città di San Gillio; nel 2013 Premio Città di San Gillio, Val di Magra-Roberto Micheloni di Aulla (MS); nel 2014 : Città di Fucecchio (FI) 2° Premio, Salotto Letterario “ Il numero Uno della Poesia Italiana Contemporanea” di Torino, Cinque Terre-Golfo dei Poeti Sirio Guerrieri; nel 2015: Premio per la poesia religiosa al Concorso “Val di Vara A.Marziale”,  Premio Albero Andronico di Roma: Ha avuto due importanti successi all’ HISTONIUM 2014, dove è risultata vincitrice nella sezione F con una poesia sul tema degli animali, e all’ HISTONIUM 2015, dove ha vinto la sezione della poesia a tema libero. Ha partecipato ad altre quattro edizioni dell’ HISTONIUM, ricevendo, sempre per la poesia inedita a tema libero, Il Premio Speciale del Presidente (2010), il Premio Speciale Unico  per la Lombardia (2011), Il Premio Speciale della Giuria (2012 e “2013). Nel 2013 ha pubblicato la Silloge “Segnali di Primavera” ( Edizione Cannarsa di Vasto). E’ presente in varie raccolte antologiche italiane. Sul sito dellAvis di Broni è pubblicata la poesia “Ai Donatori. Nel 2015; Città di Fucecchio (2° premio), Premio Internazionale Città di Matera (4° Premio ex aequo), finalista Premio Sirmione-Lugana, VIENE NOMINATA  “POETA ACCADEMICO DEL PREMIO HISTONIUM DI VASTO”. Nel “2016 ; Premio “il Numero Uno della Poesia Italiana Contemporanea” di Torino Menzione d’onore; Premio  Città di Pianezza Menzione di merito.
IL 16/04/2016 la Città di Broni Le conferisce la BENEMERENZA CIVICA “ IL SAN CONTARDINO D’ORO”  per meriti letterari in occasione dell’800 anniversario della nascita del Santo Patrono San Contardo d’Este (della famiglia Estense di Ferrara) e compatrono di Modena.


lunedì 28 novembre 2016

Emily Dickinson - Invidio i mari che lui attraversa



Emily Dickinson

Invidio i mari che lui attraversa




Invidio i mari che lui attraversa 
invidio i raggi delle ruote
della carrozza che lo porta in giro 
invidio le curve colline
che osservano il suo viaggio.
Tutti possono vedere facilmente
quel che invece - ah, cielo 
a me è vietato assolutamente.

Invidio i nidi dei passeri
che punteggiano le sue lontane grondaie 
la mosca soddisfatta sul suo vetro 
e le foglie felici - felici 

che fuori dalla sua finestra
scherzano approvate dall'estate 
gli orecchini di Pizarro
non potrebbero acquistare ciò per me.

Invidio la luce che lo sveglia 
e le campane che gli annunciano con forti
rintocchi il mezzogiorno. Fossi io
per lui il mezzogiorno.

Ma mi vieto di fiorire 
e annullo la mia ape 
per paura che il mezzogiorno
sprofondi me e Gabriele nella notte infinita.




Emily Elizabeth Dickinson (Amherst, 10 dicembre 1830 – Amherst, 15 maggio 1886) poetessa statunitense è  considerata tra i maggiori lirici del XIX secolo.Nata da da una famiglia borghese di tradizioni puritane. Emily era conosciuta per il sostegno fornito alle istituzioni scolastiche locali. Suo nonno, Samuel Fowler Dickinson, era uno dei fondatori dell'Amherst College.Il linguaggio di Emily Dickinson è semplice e brillante.Il suo amore per la natura traspare da tutte le sue poesie. I suoi contemporanei  privilegiavano un linguaggio maggiormente ricercato ecco perchè le sue opere hanno conosciuto il successo solo in epoca recente: nel 1955 Thomas H. Johnson cura la prima edizione critica in tre volumi di tutte le poesie di Emily Dickinson. Dal 1998 è disponibile una nuova edizione critica, a cura di Ralph W. Franklin, sempre in tre volumi, con una revisione della cronologia e una nuova numerazione delle poesie (1789 poesie più otto in appendice).


domenica 27 novembre 2016

CIATDM -Traditi da chi ci dovrebbe proteggere

Da troppo tempo leggiamo sui quotidiani e sentiamo in TV di "preti" che abusano dei più deboli mentre dovrebbero difendere e proteggere questi esseri che sono i nostri figli!

Un tempo andare all'oratorio, studiare in convitto oppure partecipare alle gite organizzate dalla Chiesa, era una sicurezza per i genitori che, impegnati con le varie attività lavorative, almeno non si ritrovavano i figli per la strada in balia di chissà quali pericoli.



Oggi ci chiediamo ma se questi pericoli arrivano direttamente da coloro ai quali affidiamo i nostri figli?



Ultimo caso di pedofilia in "dirittura d'arrivo" è quello che riguarda Giovanni Desio, parroco per lunghi 13 anni di Casal Borsetti, condannato a 8 anni e 8 mesi per aver avuto rapporti sessuali con dei minorenni a lui affidati tra i 12 e i 15 anni! [leggi articolo]



Ogni giorno o quasi quando apriamo i quotidiani e ci troviamo di fronte a notizie di preti accusati di violenza sessuale, di processi iniziati contro qualcuno, come ad esempio Gianni Bekiaris [leggi articolo] che ha usato la propria autorità per fini che esulano dalla correttezza e dalla umana fiducia! 

O vogliamo parlare anche di padre Aldo Nuvola, condannato, dalla Corte d'Appello di Palermo a 5 anni e 10 mesi per atti sessuali con minori, atti osceni e prostituzione minorile![leggi articolo]

E così pure per l'altro religioso, Don Inzoli che abusava dei minori durante le confessioni giustificando i suoi gesti con una interpretazione della Bibbia tutta sua personale! [leggi articolo] Anche questo "personaggio" è stato condannato a 4 anni e 9 mesi di carcere per PEDOFILIA! [leggi articolo]


Preti che rubano le offerte per acquistare automobili di lusso, che fanno uso di droghe, che pagano profumatamente prostitute per sollazzarsi al meglio!

Qualcuno obietterà che non tutti i preti si comportano male e che sono dei depravati!

E meno male!

Ma la fiducia? quella incondizionata che si aveva una volta verso coloro che predicavano il bene!

"Lasciate che i bambini vengano a me" 

Parole Sante, dette da Gesù ma poi da qualcuno mal interpretate!











lunedì 21 novembre 2016

Jacques Prevért - Il Ruscello


Jacques Prevért 

Il Ruscello





Tanta acqua è passata sotto i ponti
ed anche un grande fiume di sangue.
Ma ai piedi dell'amore
scorre un bianco ruscello.
E nei giardini della luna
dove ogni giorno si fa festa a te
questo ruscello canta addormentato.
quella luna è il mio capo
dentro cui gira un grande sole blu.
E gli occhi tuoi sono questo sole.



Nasce a Neuilly-sur-Seine nel 1900 ed è uno dei poeti francesi più popolari del XX secolo. Conosce, da giovanissimo, André Breton, Raymond Queneau e i surrealisti ed entra a far parte di questo gruppo, interessato dall'arte populista. Nel 1928 si discosta da questi e frequenta il Groupe Octobre, della Federazione Teatro Operaio. Tra il 1932 e il 1936 inizia le sue collaborazioni cinematografiche. Dopo un grave incidente, nel 1948, si trasferisce con la famiglia a Sanit Paul de Vence  dove rimane fino al 1951. 
I temi preferiti, nella sua poesia, sono l'amore, la libertà, il sogno e la fantasia, ma anche l'umorismo e la satira contro i potenti. Ricordiamo fra i tanti suoi successi: Parole (1945), La pioggia e il bel tempo (1955), Alberi (1976); in Italia sono state pubblicate, oltre a queste, varie antologie come Le foglie morte (dal titolo di una sua celebre poesia), Poesie d'amore e Poesie. Muore a Parigi nel 1977.


lunedì 14 novembre 2016

Alda Merini - La vergine



Alda Merini

La vergine




Non avete veduto le farfalle
con che leggera grazia
sfiorano le corolle in primavera?
Con pari leggerezza
limpido aleggia sulle cose tutte
lo sguardo della vergine sorella.
Non avete veduto quand'è notte
le vergognose stelle
avanzare la luce e ritirarla?...
Così, timidamente, la parola
varca la soglia
del suo labbro al silenzio costumato.
Non ha forma la veste ch'essa porta,
la luce che ne filtra
ne disperde i contorni. Il suo bel volto
non si sa ove cominci, il suo sorriso
ha la potenza di un abbraccio immenso.



Alda Merini [Alda Giuseppina Angela Merini] nasce a Milano il 21 marzo del 1931, la sua sensibilità e malinconia la porta ad una esperienza di internamento nel 1947. La sua vita è costellata di esperienze più o meno forti che si possono ritrovare nelle sue opere (terra santa - l'altra verità. Diario di una diversa - caffè sui navigli - reato di vita. Autobiografia e poesie) fantastiche e molto significative. « Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra. Ma del resto dico spesso a tutti che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita. »(Alda Merini, La pazza della porta accanto)

lunedì 7 novembre 2016

Lord Byron - Non vagheremo più così



Non vagheremo più così

Lord Byron





Non vagheremo più così
indugiando nella notte fonda,
anche se il cuore è parimenti preso d'amore,
e come allora luminosa risplende la luna.

Poiché la spada logora la guaina,
e l'anima il petto consuma,
e il cuore esige una pausa per respirare,
e l'amore stesso per il riposo sospira.

Anche se la notte fu fatta per amare,
e il giorno troppo presto ritorna,
pure noi non vagheremo più così
indugiando al chiaro di luna.





George Gordon Noel Byron, VI barone di Byron, meglio noto come Lord Byron  (Londra, 22 gennaio 1788 – Missolungi, 19 aprile 1824) è considerato uno dei massimi poeti britannici. Uomo di spicco nella cultura del Regno Unito durante il secolo del Romanticismo creò una moda diffusasi rapidamente in tutta Europa che fu la quintessenza del romanticismo: una poesia che si proponeva di esprimere il "male del secolo", la malinconia e lo spirito di ribellione contro qualsiasi ordine precostituito. Nelle opere appartenenti alla seconda fase della sua attività letteraria appare un vena autoironica e satirica. 

lunedì 31 ottobre 2016

Edmond Rostand - Le petit chat



Edmond Rostand 

 Le petit chat




È un gattino nero, sfrontato, oltre ogni dire.
Lo lascio spesso giocare sul mio tavolo.
A volte vi si siede senza far rumore,
Quasi un vivente fermacarte.

Gli occhi gialli e blu sono due agate.
A volte li socchiude, tirando su col naso,
si rovescia, si prende il muso tra le zampe,
pare una tigre distesa su di un fianco.

Ma eccolo ora -smessa l’indolenza-
inarcarsi - somiglia proprio a un manicotto;
e allora, per incuriosirlo, gli faccio oscillare davanti,
appeso a una cordicella, un mio turacciolo.

Fugge al galoppo, tutto spaventato,
poi ritorna, fissa il turacciolo, tiene un po'
sospesa in aria -ripiegata- la zampetta,
poi abbatte il turacciolo, l’afferra; lo morde.

Allora, senza ch’egli veda, tiro la cordicella,
e il turacciolo si allontana, e il gatto lo segue,
descrivendo dei cerchi con la zampa,
poi salta di lato, ritorna, fugge di nuovo.

Ma appena gli dico: -Devo lavorare,
vieni, siediti qua, da bravo!-
si siede-. E mentre scribacchio sento
che si lecca sol suo lieve struscio molle.




Edmond Rostand, drammaturgo francese, nasce a Marsiglia il 1 aprile 1868 da una famiglia borghese. Diventa celebre per aver scritto l'opera teatrale Cyrano de Bergerac nel 1897. Prima di questa data scrive altre opere, un pezzo teatrale Le gant rouge ed un volume di poesie les musardises. Ricordiamo di lui anche il suo primo successo del 1894 Les romanesques, opera in versi rappresentata alla Comédie française e La Princesse lointaine.
Solo dopo la sua morte, avvenuta a Parigi il 2 dicembre 1918, fu pubblicato il dramma teatrale La Derniére Nuit de Don Juan.



lunedì 24 ottobre 2016

Charles Baudelaire - Il Balcone



Charles Baudelaire

Il Balcone





Madre dei miei ricordi, unica tra le amanti.
Tu, il solo mio piacere, l’unico mio dovere!
Certo ricorderai l’incanto delle carezze,
la dolcezza del focolare il fascino delle sere,
madre dei miei ricordi, unica tra le amanti!

Le sere illuminate dall’ardere dei carboni,
e le sere al balcone, velate da vapori rosa.
Era dolce il tuo seno! generoso il tuo cuore!
Spesso ci dicevamo parole immortali
le sere illuminate dall’ardere dei carboni.

Come son belli i soli nelle calde serate!
Lo spazio è più profondo! è più possente il cuore!
Chinandomi su di te, regina delle adorate,
credevo di respirare l’essenza del tuo sangue.
Come son belli i soli nelle calde serate!

La notte s’innalzava spessa come un muro,
e nel buio le mie pupille indovinavano il tuo sguardo,
bevevano il tuo respiro, o dolcezza! o veleno!
Dormivano i tuoi piedi tra le mie mani fraterne.
La notte s’innalzava spessa come un muro.

Ho l’arte di evocare i momenti felici,
e rivivo il passato stretto fra le tue ginocchia.
Perché cercare altrove languide bellezze
altrove che nel tuo corpo e nel tuo cuore soave?
Ho l’arte di evocare i momenti felici!

Giuramenti, profumi, baci infiniti,
risorgeranno ai nostri occhi dall’abisso profondo,
come salgono verso il cielo i soli ringiovaniti
dopo essersi lavati in fondo ai mari oscuri?
– Giuramenti! Profumi! Baci infiniti!






Charles Baudelaire (Parigi 1821 - 1867 Parigi) scrittore e poeta francese è stato anche traduttore,critico letterario, giornalista, saggista, aforista.E' uno dei maggiori rappresentanti dello stile di vita bohemien.Fra le sue opere quella più conosciuta è rappresentata da Le fleurs du mal (i fiori del male) che è considerata uno dei classici della letteratura francese e mondiale. Il suo pensiero ha influenzato molti autori successivi a lui (Rimbaud, Proust) appartenenti a correnti e periodi storici differenti. 



lunedì 17 ottobre 2016

Pablo Neruda - Abbiamo perso


Pablo Neruda


Abbiamo perso





Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.

Ho visto dalla mia finestra
la festa del tramonto sui monti lontani.

A volte, come una moneta
mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.

Io ti ricordavo con l'anima oppressa
da quella tristezza che tu mi conosci.

Dove eri allora?
Tra quali genti?
Dicendo quali parole?
Perchè mi investirà tutto l'amore di colpo
quando mi sento triste e ti sento lontana?

E' caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.

Sempre, sempre ti allontani la sera
e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.

Nato in Cile nel 1904 è una delle voci più significative del XX secolo. Cominciò a scrivere poesie fin dall'adolescenza, la sua prima raccolta è del 1923 "Crepuscolo". Dopo aver trascorso un periodo in Spagna durante la guerra civile ritorna in Cile, si iscrive al partito comunista e viene eletto senatore. Costretto all'esilio, dal quale scrive un numero notevole di opere, nel 1952 ritorna in Cile, sostiene l'elezione di Allende e ottiene l'incarico di ambasciatore del Cile in Francia. Nel 1971 riceve il premio Nobel per la letteratura...muore a Santiago nel 1973 pochi giorni dopo il colpo di stato di Pinochet segna la fine del governo Allende e l'instaurazione della dittatura.

lunedì 26 settembre 2016

Hermann Hesse - Senza di te



Hermann Hesse

Senza di te






Il mio cuscino mi guarda di notte con durezza
come una pietra tombale;
non avevo mai immaginato che tanto amaro fosse essere solo
e non essere adagiato nei tuoi capelli.
Giaccio da solo nella casa silenziosa,
la lampada è spenta, e stendo pian piano,
le mie mani per afferrare le tue,
e lentamente spingo la mia fervente bocca verso di te
e bacio me fino a stancarmi e ferirmi
e all'improvviso son sveglio,
e intorno a me la fredda notte tace,
luccica nella finestra una limpida stella,
o tu dove sono i tuoi capelli biondi,
dov'è la tua dolce bocca?
Ora bevo in ogni piacere la sofferenza e veleno in ogni vino;
mai avrei immaginato che fosse tanto amaro
esser solo esser solo e senza di te!




Nasce a Calw, in Germania nel 1877, dopo aver abbandonato gli studi in seminario prosegue la sua formazione da autodidatta, fu uno spirito ribelle e polemico contro ogni valore istituzionalizzato. Le sue opere, incentrare su personaggi alla ricerca di se stessi hanno affascinato intere generazioni. Nel 1946 viene insignito del premio Nobel per la Letteratura. I primi romanzi: Peter Camenzind e Sotto la Ruota. 

Influenzato anche dalle teorie di Jung va alla ricerca di nuovi valori in alternativa a quelli tradizionali. Le sue opere più celebri sono: Demina, Siddharta, Lupo della steppa, Narciso e Boccadoro, Il gioco delle perle di vetro. Muore a Lugano nel 1962, il giorno prima della sua morte scrive la poesia "scricchiolio di un ramo spezzato"

martedì 13 settembre 2016

C.I.A.T.D.M. - Convegno: Infanzia tra diritti e abusi: come intervenire?


Sabato 17 Settembre alle ore 17:30


presso il Castello Medievale di Acquarica del Capo (LE)

Si terrà il Convegno 
INFANZIA TRA DIRITTI E ABUSI: COME INTERVENIRE?

Organizzato dal Coordinamento Internazionale Associazioni per la Tutela dei Diritti dei Minori (C.I.A.T.D.M.) con il patrocinio di 

Senato della Repubblica, 
Camera dei Deputati, 
Provincia di Lecce, 
Città di Acquarica del Capo 
Ordine degli Avvocati di Lecce

L'EVENTO E' ACCREDITATO DAL CONSIGLIO DELL'ORDINE DEGLI AVVOCATI DI LECCE CON L'ATTRIBUZIONE DI 2 CREDITI FORMATIVI.

Programma:

Saluti delle autorità e considerazioni introduttive

- Avv. Roberta Altavilla - Presidente Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lecce

- Aurelia Passaseo – Presidente del C.I.A.T.D.M.

Interventi:

- Dott. Andrea Feltri – Criminologo, esperto in scienze criminologiche criminalistiche dell’Universitè Europèenne “Jean Monnet” a.i.s.b.l. - Bruxelles

- Dott. Carlo Errico – Consigliere presso la Corte di Appello di Lecce, Sezione Unica Penale

- Dott. Felice Vinati – Presidente Fondazione Safety World Wide Web

- Dott.ssa Daniela Casciaro – Pedagogista - responsabile Provinciale C.I.A.T.D.M.

- On.le Sandra Zampa – Vicepresidente della Commissione Bicamerale per l’infanzia (previsto intervento in videoconferenza o scritto)

- On.le Rocco Palese – Vicepresidente della V Commissione (Bilancio Tesoro e Programmazione)

Modera e introduce:

- Avv. Carlo L. Casciaro - responsabile C.I.A.T.D.M. Acquarica del Capo


SIETE TUTTI INVITATI A PARTECIPARE!











lunedì 12 settembre 2016

I ragazzi che si amano - Jacques Prévert


I ragazzi che si amano

Jacques Prévert







I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore





Nasce a Neuilly-sur-Seine nel 1900 ed è uno dei poeti francesi più popolari del XX secolo. Conosce, da giovanissimo, André Breton, Raymond Queneau e i surrealisti ed entra a far parte di questo gruppo, interessato dall'arte populista. Nel 1928 si discosta da questi e frequenta il Groupe Octobre, della Federazione Teatro Operaio. Tra il 1932 e il 1936 inizia le sue collaborazioni cinematografiche. Dopo un grave incidente, nel 1948, si trasferisce con la famiglia a Sanit Paul de Vence  dove rimane fino al 1951. 
I temi preferiti, nella sua poesia, sono l'amore, la libertà, il sogno e la fantasia, ma anche l'umorismo e la satira contro i potenti. Ricordiamo fra i tanti suoi successi: Parole (1945), La pioggia e il bel tempo (1955), Alberi (1976); in Italia sono state pubblicate, oltre a queste, varie antologie come Le foglie morte (dal titolo di una sua celebre poesia), Poesie d'amore e Poesie. Muore a Parigi nel 1977.

domenica 11 settembre 2016

11 settembre 2001: 15 anni fa!




15 anni sono passati da quel terribile 11 settembre 2001!




I terroristi, di matrice fondamentalista islamica, dirottarono 4 voli civili, due di questi si schiantarono sulle World Trade Center di New York: chi aveva la TV accesa e stava apprendendo la notizia del primo aereo schiantato su una delle due torri, vide in diretta lo schianto del secondo e fu vero panico!

Il panico, la paura e tanta insicurezza hanno avuto inizio in questo nostro "strano" occidente che ha sempre sottovalutato certi fenomeni (o ha voluto ignorare....) 


Interessi più o meno occulti son sempre stati causa di scontri di ogni tipo ma in questo caso,  e soprattutto in questo inizio di azioni terroristiche in terra d'occidente, ha rivelato le collusioni con certi apparati del mondo arabo....interessi da un lato ritorno al medioevo dall'altro!

Oggi combattiamo contro un nemico che molti considerano amico, combattiamo contro chi ci vorrebbe far tornare indietro di anni se non di secoli: tutto sembra avere inizio quel giorno, quel 11 settembre del 2001, anche se in realtà, come Oriana Fallaci "insegna" è iniziato molto tempo prima ma si è palesato con l'attacco alle World Trade Center di New York!

Il terrore di allora arrivava da cielo...ora arriva per terra e per mare!

Quel giorno è iniziata una fase di cui non riusciamo a vederne la fine grazie a tutti quei governanti ciechi, o finti ciechi ma interessati ai propri interessi, che continuano a non prendere delle decisioni che facciano terminare tutto ciò!

Hanno innescato una miccia ed ora non riescono più a disinnescarla...ecco il vero problema! Gli interessi di alcuni stati sono stati messi davanti alle vere necessità di questo nostro povero occidente, che ha visto nel corso dei secoli guerre civili e non per raggiungere un certo grado di civiltà e soprattutto di libertà!


Oriana Fallaci esprime molto bene, nel suo libro La rabbia e l'orgoglio, gli eventi ed i sentimenti che molti di noi ancora provano ricordando quella strage:

"Mi chiedi di parlare, stavolta. Mi chiedi di rompere almeno stavolta il silenzio che ho scelto, che da anni mi impongo per non mischiarmi alle cicale. E lo faccio. Perché ho saputo che anche in Italia alcuni gioiscono come l' altra sera alla Tv gioivano i palestinesi di Gaza. «Vittoria! Vittoria!». Uomini, donne, bambini. Ammesso che chi fa una cosa simile possa essere definito uomo, donna, bambino. Ho saputo che alcune cicale di lusso, politici o cosiddetti politici, intellettuali o cosiddetti intellettuali, nonché altri individui che non meritano la qualifica di cittadini, si comportano sostanzialmente nello stesso modo. Dicono: «Bene. Agli americani gli sta bene». E sono molto molto, molto arrabbiata. Arrabbiata d' una rabbia fredda, lucida, razionale. Una rabbia che elimina ogni distacco, ogni indulgenza. Che mi ordina di rispondergli e anzitutto di sputargli addosso. Io gli sputo addosso. Arrabbiata come me, la poetessa afro-americana Maya Angelou ieri ha ruggito: «Be angry. It' s good to be angry, it' s healthy. Siate arrabbiati.
Fa bene essere arrabbiati. È sano». E se a me fa bene io non lo so. Però so che non farà bene a loro, intendo dire a chi ammira gli Usama Bin Laden, a chi gli esprime comprensione o simpatia o solidarietà. Hai acceso un detonatore che da troppo tempo ha voglia di scoppiare, con la tua richiesta. Vedrai. Mi chiedi anche di raccontare come l' ho vissuta io, quest' Apocalisse. Di fornire insomma la mia testimonianza. Incomincerò dunque da quella."


La sua testimonianza di quella terribile mattina:

"Ero a casa, la mia casa è nel centro di Manhattan, e alle nove in punto ho avuto la sensazione d' un pericolo che forse non mi avrebbe toccato ma che certo mi riguardava. La sensazione che si prova alla guerra, anzi in combattimento, quando con ogni poro della tua pelle senti la pallottola o il razzo che arriva, e rizzi gli orecchi e gridi a chi ti sta accanto: «Down! Get down! Giù! Buttati giù». L' ho respinta. Non ero mica in Vietnam, non ero mica in una delle tante e fottutissime guerre che sin dalla Seconda Guerra Mondiale hanno seviziato la mia vita! Ero a New York, perbacco, in un meraviglioso mattino di settembre, anno 2001. Ma la sensazione ha continuato a possedermi, inspiegabile, e allora ho fatto ciò che al mattino non faccio mai. Ho acceso la Tv. Bè, l' audio non funzionava. Lo schermo, sì. E su ogni canale, qui di canali ve ne sono quasi cento, vedevi una torre del World Trade Center che bruciava come un gigantesco fiammifero. Un corto circuito? Un piccolo aereo sbadato? Oppure un atto di terrorismo mirato? Quasi paralizzata son rimasta a fissarla e mentre la fissavo, mentre mi ponevo quelle tre domande, sullo schermo è apparso un aereo. Bianco, grosso. Un aereo di linea. Volava bassissimo. Volando bassissimo si dirigeva verso la seconda torre come un bombardiere che punta sull' obiettivo, si getta sull' obiettivo. Sicché ho capito. Ho capito anche perché nello stesso momento l' audio è tornato e ha trasmesso un coro di urla selvagge. Ripetute, selvagge. «God! Oh, God! Oh, God, God, God! Gooooooood! Dio! Oddio! Oddio! Dio, Dio, Dioooooooo!» E l' aereo s' è infilato nella seconda torre come un coltello che si infila dentro un panetto di burro. Erano le 9 e un quarto, ora. E non chiedermi che cosa ho provato durante quei quindici minuti. Non lo so, non lo ricordo. Ero un pezzo di ghiaccio. Anche il mio cervello era ghiaccio. Non ricordo nemmeno se certe cose le ho viste sulla prima torre o sulla seconda. La gente che per non morire bruciata viva si buttava dalle finestre degli ottantesimi o novantesimi piani, ad esempio. Rompevano i vetri delle finestre, le scavalcavano, si buttavano giù come ci si butta da un aereo avendo addosso il paracadute, e venivano giù così lentamente. Agitando le gambe e le braccia, nuotando nell' aria. Sì, sembravano nuotare nell' aria. E non arrivavano mai. Verso i trentesimi piani, però, acceleravano. Si mettevano a gesticolar disperati, suppongo pentiti, quasi gridassero help-aiuto-help. E magari lo gridavano davvero. Infine cadevano a sasso e paf!



Sai, io credevo d' aver visto tutto alle guerre. Dalle guerre mi ritenevo vaccinata, e in sostanza lo sono. Niente mi sorprende più. Neanche quando mi arrabbio, neanche quando mi sdegno. Però alle guerre io ho sempre visto la gente che muore ammazzata. Non l' ho mai vista la gente che muore ammazzandosi cioè buttandosi senza paracadute dalle finestre d' un ottantesimo o novantesimo o centesimo piano. Alle guerre, inoltre, ho sempre visto roba che scoppia. Che esplode a ventaglio. E ho sempre udito un gran fracasso. Quelle due torri, invece, non sono esplose. La prima è implosa, ha inghiottito se stessa. La seconda s' è fusa, s' è sciolta. Per il calore s' è sciolta proprio come un panetto di burro messo sul fuoco. E tutto è avvenuto, o m' è parso, in un silenzio di tomba. Possibile? C' era davvero, quel silenzio, o era dentro di me? Devo anche dirti che alle guerre io ho sempre visto un numero limitato di morti. Ogni combattimento, duecento o trecento morti. Al massimo, quattrocento. Come a Dak To, in Vietnam. E quando il combattimento è finito, gli americani si son messi a raccattarli, contarli, non credevo ai miei occhi. Nella strage di Mexico City, quella dove anch' io mi beccai un bel po' di pallottole, di morti ne raccolsero almeno ottocento. E quando credendomi morta mi scaraventarono nell' obitorio, i cadaveri che presto mi ritrovai intorno e addosso mi sembrarono un diluvio. Bè, nelle due torri lavoravano quasi cinquantamila persone. E ben pochi hanno fatto in tempo ad evacuare. Gli ascensori non funzionavano più, ovvio, e per scendere a piedi dagli ultimi piani ci voleva un' eternità. Fiamme permettendo.

Non lo conosceremo mai, il numero dei morti. (Quarantamila, quarantacinquemila...?). Gli americani non lo diranno mai. Per non sottolineare l' intensità di questa Apocalisse. Per non dar soddisfazione a Osama Bin Laden e incoraggiare altre Apocalissi. E poi le due voragini che hanno assorbito le decine di migliaia di creature son troppo profonde. Al massimo gli operai dissotterrano pezzettini di membra sparse. Un naso qui, un dito là. Oppure una specie di melma che sembra caffè macinato e invece è materia organica. Il residuo dei corpi che in un lampo si polverizzarono. Ieri il sindaco Giuliani ha mandato altri diecimila sacchi. Ma sono rimasti inutilizzati.

Che cosa sento per i kamikaze che sono morti con loro? Nessun rispetto. Nessuna pietà. No, neanche pietà. Io che in ogni caso finisco sempre col cedere alla pietà. A me i kamikaze cioè i tipi che si suicidano per ammazzare gli altri sono sempre stati antipatici, incominciando da quelli giapponesi della Seconda Guerra Mondiale. Non li ho mai considerati Pietri Micca che per bloccar l' arrivo delle truppe nemiche danno fuoco alle polveri e saltano in aria con la cittadella, a Torino. Non li ho mai considerati soldati. E tantomeno li considero martiri o eroi, come berciando e sputando saliva il signor Arafat me li definì nel 1972. (Ossia quando lo intervistai ad Amman, luogo dove i suoi marescialli addestravano anche i terroristi della Baader-Meinhof). Li considero vanesi e basta. Vanesi che invece di cercar la gloria attraverso il cinema o la politica o lo sport la cercano nella morte propria e altrui. Una morte che invece del Premio Oscar o della poltrona ministeriale o dello scudetto gli procurerà (credono) ammirazione. E, nel caso di quelli che pregano Allah, un posto nel Paradiso di cui parla il Corano: il Paradiso dove gli eroi si scopano le Urì. Scommetto che sono vanesi anche fisicamente."

Non c'è altro da aggiungere a questo racconto, Oriana Fallaci racconta gli eventi ed esprime i sentimenti che molti di noi hanno nel cuore!