lunedì 18 settembre 2017

Non ho bisogno di denaro - Alda Merini



Non ho bisogno di denaro

Alda Merini




Non ho bisogno di denaro,

Ho bisogno di sentimenti.

Di parole, di parole scelte sapientemente,

di fiori, detti pensieri,

di rose, dette presenze,

di sogni, che abitino gli alberi,

di canzoni che faccian danzar le statue,

di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti…

Ho bisogno di poesia,

questa magia che brucia le pesantezza delle parole,

che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.




Alda Merini [Alda Giuseppina Angela Merini] nasce a Milano il 21 marzo del 1931, la sua sensibilità e malinconia la porta ad una esperienza di internamento nel 1947. La sua vita è costellata di esperienze più o meno forti che si possono ritrovare nelle sue opere (terra santa - l'altra verità. Diario di una diversa - caffè sui navigli - reato di vita. Autobiografia e poesie) fantastiche e molto significative. « Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra. Ma del resto dico spesso a tutti che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita. »(Alda Merini, La pazza della porta accanto)




lunedì 11 settembre 2017

Due amanti felici - Pablo Neruda



Due amanti felici


Pablo Neruda







Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell’erba,
lascian camminando due ombre che s’unisco,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.

Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s’uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
È la felicità una torre trasparente.

L’aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.

Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l’eternità della natura.




Nato in Cile nel 1904 è una delle voci più significative del XX secolo. Cominciò a scrivere poesie fin dall'adolescenza, la sua prima raccolta è del 1923 "Crepuscolo". Dopo aver trascorso un periodo in Spagna durante la guerra civile ritorna in Cile, si iscrive al partito comunista e viene eletto senatore. Costretto all'esilio, dal quale scrive un numero notevole di opere, nel 1952 ritorna in Cile, sostiene l'elezione di Allende e ottiene l'incarico di ambasciatore del Cile in Francia. Nel 1971 riceve il premio Nobel per la letteratura...muore a Santiago nel 1973 pochi giorni dopo il colpo di stato di Pinochet segna la fine del governo Allende e l'instaurazione della dittatura.

11 settembre 2001: 16 anni fa!




16 anni sono passati da quel terribile 11 settembre 2001!




I terroristi, di matrice fondamentalista islamica, dirottarono 4 voli civili, due di questi si schiantarono sulle World Trade Center di New York: chi aveva la TV accesa e stava apprendendo la notizia del primo aereo schiantato su una delle due torri, vide in diretta lo schianto del secondo e fu vero panico!

Il panico, la paura e tanta insicurezza hanno avuto inizio in questo nostro "strano" occidente che ha sempre sottovalutato certi fenomeni (o ha voluto ignorare....) 


Interessi più o meno occulti son sempre stati causa di scontri di ogni tipo ma in questo caso,  e soprattutto in questo inizio di azioni terroristiche in terra d'occidente, ha rivelato le collusioni con certi apparati del mondo arabo....interessi da un lato ritorno al medioevo dall'altro!

Oggi combattiamo contro un nemico che molti considerano amico, combattiamo contro chi ci vorrebbe far tornare indietro di anni se non di secoli: tutto sembra avere inizio quel giorno, quel 11 settembre del 2001, anche se in realtà, come Oriana Fallaci "insegna" è iniziato molto tempo prima ma si è palesato con l'attacco alle World Trade Center di New York!

Il terrore di allora arrivava da cielo...ora arriva per terra e per mare!

Quel giorno è iniziata una fase di cui non riusciamo a vederne la fine grazie a tutti quei governanti ciechi, o finti ciechi ma interessati ai propri interessi, che continuano a non prendere delle decisioni che facciano terminare tutto ciò!

Hanno innescato una miccia ed ora non riescono più a disinnescarla...ecco il vero problema! Gli interessi di alcuni stati sono stati messi davanti alle vere necessità di questo nostro povero occidente, che ha visto nel corso dei secoli guerre civili e non per raggiungere un certo grado di civiltà e soprattutto di libertà!


Oriana Fallaci esprime molto bene, nel suo libro La rabbia e l'orgoglio, gli eventi ed i sentimenti che molti di noi ancora provano ricordando quella strage:

"Mi chiedi di parlare, stavolta. Mi chiedi di rompere almeno stavolta il silenzio che ho scelto, che da anni mi impongo per non mischiarmi alle cicale. E lo faccio. Perché ho saputo che anche in Italia alcuni gioiscono come l' altra sera alla Tv gioivano i palestinesi di Gaza. «Vittoria! Vittoria!». Uomini, donne, bambini. Ammesso che chi fa una cosa simile possa essere definito uomo, donna, bambino. Ho saputo che alcune cicale di lusso, politici o cosiddetti politici, intellettuali o cosiddetti intellettuali, nonché altri individui che non meritano la qualifica di cittadini, si comportano sostanzialmente nello stesso modo. Dicono: «Bene. Agli americani gli sta bene». E sono molto molto, molto arrabbiata. Arrabbiata d' una rabbia fredda, lucida, razionale. Una rabbia che elimina ogni distacco, ogni indulgenza. Che mi ordina di rispondergli e anzitutto di sputargli addosso. Io gli sputo addosso. Arrabbiata come me, la poetessa afro-americana Maya Angelou ieri ha ruggito: «Be angry. It' s good to be angry, it' s healthy. Siate arrabbiati.
Fa bene essere arrabbiati. È sano». E se a me fa bene io non lo so. Però so che non farà bene a loro, intendo dire a chi ammira gli Usama Bin Laden, a chi gli esprime comprensione o simpatia o solidarietà. Hai acceso un detonatore che da troppo tempo ha voglia di scoppiare, con la tua richiesta. Vedrai. Mi chiedi anche di raccontare come l' ho vissuta io, quest' Apocalisse. Di fornire insomma la mia testimonianza. Incomincerò dunque da quella."


La sua testimonianza di quella terribile mattina:

"Ero a casa, la mia casa è nel centro di Manhattan, e alle nove in punto ho avuto la sensazione d' un pericolo che forse non mi avrebbe toccato ma che certo mi riguardava. La sensazione che si prova alla guerra, anzi in combattimento, quando con ogni poro della tua pelle senti la pallottola o il razzo che arriva, e rizzi gli orecchi e gridi a chi ti sta accanto: «Down! Get down! Giù! Buttati giù». L' ho respinta. Non ero mica in Vietnam, non ero mica in una delle tante e fottutissime guerre che sin dalla Seconda Guerra Mondiale hanno seviziato la mia vita! Ero a New York, perbacco, in un meraviglioso mattino di settembre, anno 2001. Ma la sensazione ha continuato a possedermi, inspiegabile, e allora ho fatto ciò che al mattino non faccio mai. Ho acceso la Tv. Bè, l' audio non funzionava. Lo schermo, sì. E su ogni canale, qui di canali ve ne sono quasi cento, vedevi una torre del World Trade Center che bruciava come un gigantesco fiammifero. Un corto circuito? Un piccolo aereo sbadato? Oppure un atto di terrorismo mirato? Quasi paralizzata son rimasta a fissarla e mentre la fissavo, mentre mi ponevo quelle tre domande, sullo schermo è apparso un aereo. Bianco, grosso. Un aereo di linea. Volava bassissimo. Volando bassissimo si dirigeva verso la seconda torre come un bombardiere che punta sull' obiettivo, si getta sull' obiettivo. Sicché ho capito. Ho capito anche perché nello stesso momento l' audio è tornato e ha trasmesso un coro di urla selvagge. Ripetute, selvagge. «God! Oh, God! Oh, God, God, God! Gooooooood! Dio! Oddio! Oddio! Dio, Dio, Dioooooooo!» E l' aereo s' è infilato nella seconda torre come un coltello che si infila dentro un panetto di burro. Erano le 9 e un quarto, ora. E non chiedermi che cosa ho provato durante quei quindici minuti. Non lo so, non lo ricordo. Ero un pezzo di ghiaccio. Anche il mio cervello era ghiaccio. Non ricordo nemmeno se certe cose le ho viste sulla prima torre o sulla seconda. La gente che per non morire bruciata viva si buttava dalle finestre degli ottantesimi o novantesimi piani, ad esempio. Rompevano i vetri delle finestre, le scavalcavano, si buttavano giù come ci si butta da un aereo avendo addosso il paracadute, e venivano giù così lentamente. Agitando le gambe e le braccia, nuotando nell' aria. Sì, sembravano nuotare nell' aria. E non arrivavano mai. Verso i trentesimi piani, però, acceleravano. Si mettevano a gesticolar disperati, suppongo pentiti, quasi gridassero help-aiuto-help. E magari lo gridavano davvero. Infine cadevano a sasso e paf!



Sai, io credevo d' aver visto tutto alle guerre. Dalle guerre mi ritenevo vaccinata, e in sostanza lo sono. Niente mi sorprende più. Neanche quando mi arrabbio, neanche quando mi sdegno. Però alle guerre io ho sempre visto la gente che muore ammazzata. Non l' ho mai vista la gente che muore ammazzandosi cioè buttandosi senza paracadute dalle finestre d' un ottantesimo o novantesimo o centesimo piano. Alle guerre, inoltre, ho sempre visto roba che scoppia. Che esplode a ventaglio. E ho sempre udito un gran fracasso. Quelle due torri, invece, non sono esplose. La prima è implosa, ha inghiottito se stessa. La seconda s' è fusa, s' è sciolta. Per il calore s' è sciolta proprio come un panetto di burro messo sul fuoco. E tutto è avvenuto, o m' è parso, in un silenzio di tomba. Possibile? C' era davvero, quel silenzio, o era dentro di me? Devo anche dirti che alle guerre io ho sempre visto un numero limitato di morti. Ogni combattimento, duecento o trecento morti. Al massimo, quattrocento. Come a Dak To, in Vietnam. E quando il combattimento è finito, gli americani si son messi a raccattarli, contarli, non credevo ai miei occhi. Nella strage di Mexico City, quella dove anch' io mi beccai un bel po' di pallottole, di morti ne raccolsero almeno ottocento. E quando credendomi morta mi scaraventarono nell' obitorio, i cadaveri che presto mi ritrovai intorno e addosso mi sembrarono un diluvio. Bè, nelle due torri lavoravano quasi cinquantamila persone. E ben pochi hanno fatto in tempo ad evacuare. Gli ascensori non funzionavano più, ovvio, e per scendere a piedi dagli ultimi piani ci voleva un' eternità. Fiamme permettendo.

Non lo conosceremo mai, il numero dei morti. (Quarantamila, quarantacinquemila...?). Gli americani non lo diranno mai. Per non sottolineare l' intensità di questa Apocalisse. Per non dar soddisfazione a Osama Bin Laden e incoraggiare altre Apocalissi. E poi le due voragini che hanno assorbito le decine di migliaia di creature son troppo profonde. Al massimo gli operai dissotterrano pezzettini di membra sparse. Un naso qui, un dito là. Oppure una specie di melma che sembra caffè macinato e invece è materia organica. Il residuo dei corpi che in un lampo si polverizzarono. Ieri il sindaco Giuliani ha mandato altri diecimila sacchi. Ma sono rimasti inutilizzati.

Che cosa sento per i kamikaze che sono morti con loro? Nessun rispetto. Nessuna pietà. No, neanche pietà. Io che in ogni caso finisco sempre col cedere alla pietà. A me i kamikaze cioè i tipi che si suicidano per ammazzare gli altri sono sempre stati antipatici, incominciando da quelli giapponesi della Seconda Guerra Mondiale. Non li ho mai considerati Pietri Micca che per bloccar l' arrivo delle truppe nemiche danno fuoco alle polveri e saltano in aria con la cittadella, a Torino. Non li ho mai considerati soldati. E tantomeno li considero martiri o eroi, come berciando e sputando saliva il signor Arafat me li definì nel 1972. (Ossia quando lo intervistai ad Amman, luogo dove i suoi marescialli addestravano anche i terroristi della Baader-Meinhof). Li considero vanesi e basta. Vanesi che invece di cercar la gloria attraverso il cinema o la politica o lo sport la cercano nella morte propria e altrui. Una morte che invece del Premio Oscar o della poltrona ministeriale o dello scudetto gli procurerà (credono) ammirazione. E, nel caso di quelli che pregano Allah, un posto nel Paradiso di cui parla il Corano: il Paradiso dove gli eroi si scopano le Urì. Scommetto che sono vanesi anche fisicamente."

Non c'è altro da aggiungere a questo racconto, Oriana Fallaci racconta gli eventi ed esprime i sentimenti che molti di noi hanno nel cuore!





lunedì 4 settembre 2017

Jacques Prévert - In estate come in inverno


Jacques Prévert  


In estate come in inverno




In estate come in inverno
nel fango nella polvere
sdraiato su vecchi giornali
l'uomo che ha l'acqua nelle scarpe
guarda le barche lontane.

Accanto a lui un imbecille
un signore che ne ha
tristemente pesca con la lenza
Egli non sa perché
vedendo passare una chiatta
la nostalgia lo afferra
Anch'egli vorrebbe partire
lontano lontano sull'acqua
e vivere una nuova vita
con un po' di pancia in meno.

In estate come in inverno
nel fango nella polvere
sdraiato su vecchi giornali
l'uomo che ha l'acqua nelle scarpe
guarda le barche lontane.

Il bravo pescatore con la lenza
torna a casa senza un sol pesce
Apre una scatoletta di sardine
e poi si mette a piangere
Capisce che dovrà morire
e che non ha mai amato
Sua moglie lo compatisce
con un sorriso ironico
E' una ignobile megera
una ranocchia d'acquasantiera.

In estate come in inverno
nel fango nella polvere
sdraiato su vecchi giornali
l'uomo che ha l'acqua nelle scarpe
guarda le barche lontane.

Sa bene che i battelli
son grandi topaie sul mare
e che per i bassi salari
le belle barcaiole
e i loro poveri battellieri
portano a spasso sui fìumi
una carrettata di fìgli
soffocati dalla miseria
in estate come in inverno
con non importa qual tempo.

 


Nasce a Neuilly-sur-Seine nel 1900 ed è uno dei poeti francesi più popolari del XX secolo. Conosce, da giovanissimo, André Breton, Raymond Queneau e i surrealisti ed entra a far parte di questo gruppo, interessato dall'arte populista. Nel 1928 si discosta da questi e frequenta il Groupe Octobre, della Federazione Teatro Operaio. Tra il 1932 e il 1936 inizia le sue collaborazioni cinematografiche. Dopo un grave incidente, nel 1948, si trasferisce con la famiglia a Sanit Paul de Vence  dove rimane fino al 1951. 
I temi preferiti, nella sua poesia, sono l'amore, la libertà, il sogno e la fantasia, ma anche l'umorismo e la satira contro i potenti. Ricordiamo fra i tanti suoi successi: Parole (1945), La pioggia e il bel tempo (1955), Alberi (1976); in Italia sono state pubblicate, oltre a queste, varie antologie come Le foglie morte (dal titolo di una sua celebre poesia), Poesie d'amore e Poesie. Muore a Parigi nel 1977.

lunedì 28 agosto 2017

Corrispondenze [da I fiori del male] CHARLES BAUDELAIRE



Corrispondenze
[da I fiori del male]

CHARLES BAUDELAIRE







La Natura è un tempio in cui pilastri vivi
a volte emettono confuse parole;
l’uomo, osservato da occhi familiari,
tra foreste di simboli s’avanza.

Come lunghi echi che di lontano si confondono
in una unità profonda e tenebrosa,
vasta come la notte e come la luce,
i profumi, i colori e i suoni si rispondono.

Esistono profumi freschi come carni di bambino,
dolci come oboi, verdi come prati,
ed altri corrotti, ricchi e trionfanti,

che hanno l’espansione delle infinite cose,
come l’ambra, il muschio, l’incenso e il benzoino
e cantano l’estasi dello spirito e dei sensi.






Charles Baudelaire (Parigi 1821 - 1867 Parigi) scrittore e poeta francese è stato anche traduttore,critico letterario, giornalista, saggista, aforista.E' uno dei maggiori rappresentanti dello stile di vita bohemien.Fra le sue opere quella più conosciuta è rappresentata da Le fleurs du mal (i fiori del male) che è considerata uno dei classici della letteratura francese e mondiale. Il suo pensiero ha influenzato molti autori successivi a lui (Rimbaud, Proust) appartenenti a correnti e periodi storici differenti. 

giovedì 27 luglio 2017

CIATDM - Tragedie da evitare!



Negli ultimi tempi abbiamo letto di bimbi lasciati in auto sotto il sole estivo, con temperature massime, che ci hanno lasciato ed altri che hanno rischiato la vita per un atteggiamento da parte dei genitori che spesso viene definito "incauto".

Tutti ci siamo indignati per questi casi e molti si son chiesti "come è possibile lasciare un essere vivente in macchina e andare a fare commissioni o addirittura andare in ufficio?"

Siamo esseri umani, pertanto imperfetti e con il cervello che a volte va in tilt!

Ciò chiaramente non è e non deve essere una giustificazione a tali eventi!


Ma visto che accadono sempre più spesso possiamo e vogliamo evitare che ciò si possa ripetere.

Troppe volte noi esseri umani ci "dimentichiamo" di chi dovremmo invece accudire: i bimbi, gli anziani e i nostri piccoli amici pelosi troppo spesso abbandonati in auto dove l'aria diventa irrespirabile.

Il rimedio c'è!

 Il CIATDM, nelle vesti della sua Presidente Aurelia Passaseo, è da molto tempo che richiede e lotta  affinchè  GLI STRUMENTI DI PREVENZIONE GIA' ESISTENTI VENGANO RESI OBBLIGATORI!

In una sua nota, il CIATDM, fa presente che la richiesta di prevenzione con l'obbligatorietà di sistemi di segnalazioni acustiche, che evitino le situazioni tragiche di cui abbiamo sentito negli ultimi mesi, non è stato accolto dalla politica e da coloro che dovrebbero prendere seriamente dei provvedimenti!

....ma oggi c'è una grande novità!

 "Da novembre 2015 giacciono in Commissione Trasporti, alla Camera, due miei emendamenti al progetto di legge delega per la riforma del codice della strada finalizzati a rendere obbligatori dispositivi di sicurezza che prevengano colpi di sonno e che rilevino la presenza di bambini, anziani ed anche animali dimenticati in auto. La tecnologia esiste, al legislatore e al governo la responsabilità di non averne previsto l'obbligatorietà.
Io, stante anche l'arrivo del caldo e il timore che altri casi possano aggiungersi a questo, ci riprovo: depositerò gli emendamenti come proposta di legge a se stante e spero che la Commissione Trasporti vorrà votarla". "

Lo dichiara in una nota Deborah Bergamini, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera.

E così è stato!

ECCO IL TESTO DELLA PROPOSTA DI LEGGE DELL'ONOREVOLE BERGAMINI CHE IL CIATDM GRAZIE ALLO STRUMENTO IDEATO DA Giancarlo Piermartiri HA SUGGERITO ALL'ONOREVOLE LA QUALE, MANTENENDO FEDE ALL'IMPEGNO PRESO CON IL CIATDM PUNTUALMENTE HA PRESENTATO . 

LA STRATEGIA ALLA FINE HA PAGATO ! 

GRAZIE A Giancarlo Piermartiri, A Simonetta Perru, AI MIEI COLLABORATORI, AGLI AMICI E NON DI FB CHE COME SEMPRE E VOI SOSTENGONO IL MIO IMPEGNO E TUTTO QUELLO DEL CIATDM STESSO.




"Sono molto soddisfatta che la Commissione Trasporti oggi abbia approvato il mio emendamento alla legge delega per le modifiche al Codice della Strada, in cui si stabilisce che i veicoli debbano essere dotati di rilevatori sonori della presenza di bambini. In questo modo, una volta che le auto vengono chiuse, l’eventuale presenza di piccoli passeggeri sarà segnalata, evitando nuovi casi drammatici di bambini che perdono la vita per una fatale dimenticanza."

Dichiarazione di Deborah Bergamini




lunedì 24 luglio 2017

La stella - Nora Calvi




LA STELLA


Nora Calvi







Ecco…
la prima stella è salita:
tremula
si affaccia a contemplare
gli ultimi aloni rosati,
mentre avanza l’azzurro
a definire il profilo 
dei monti.

Ormai sicura
padrona dell’orizzonte,
quale vigile sentinella,
filtra dal suo splendore
le macerie terrestri:
voragini di arsura,
bagliori nei boschi,
perenni strisce di fuoco.

La notte esalta
il suo primato di luce
e lei, sublime goccia 
del Creato,
cattura ancora
sguardi di stupore…
Ma l’ultimo Erode
e il bambino soldato
non hanno occhi per gli astri. 



CALVI NORA,  vive e opera a Broni (PV). Laureata alla Università  Cattolica di Milano ha insegnato  Lettere nella scuola. Ha vinto diversi premi letterari. Nel 2006: Concorso San Colombano di Santa Giuletta (PV), 1° Premio; nel 2007 : Premio Città di Broni (3° Premio Sez.Vino); nel 2009: “ Parole e poesia” di Formigine (MO); nel 2010: Premio “Albano-Greggio-Oldenico” (VC); nel 2011 : Città di Voghera , Premio Sirmione-Lugana (2° classificato); nel 2012: Cinque terre-Golfo dei Poeti –Siro Guerrieri, Premio Città di San Gillio; nel 2013 Premio Città di San Gillio, Val di Magra-Roberto Micheloni di Aulla (MS); nel 2014 : Città di Fucecchio (FI) 2° Premio, Salotto Letterario “ Il numero Uno della Poesia Italiana Contemporanea” di Torino, Cinque Terre-Golfo dei Poeti Sirio Guerrieri; nel 2015: Premio per la poesia religiosa al Concorso “Val di Vara A.Marziale”,  Premio Albero Andronico di Roma: Ha avuto due importanti successi all’ HISTONIUM 2014, dove è risultata vincitrice nella sezione F con una poesia sul tema degli animali, e all’ HISTONIUM 2015, dove ha vinto la sezione della poesia a tema libero. Ha partecipato ad altre quattro edizioni dell’ HISTONIUM, ricevendo, sempre per la poesia inedita a tema libero, Il Premio Speciale del Presidente (2010), il Premio Speciale Unico  per la Lombardia (2011), Il Premio Speciale della Giuria (2012 e “2013). Nel 2013 ha pubblicato la Silloge “Segnali di Primavera” ( Edizione Cannarsa di Vasto). E’ presente in varie raccolte antologiche italiane. Sul sito dellAvis di Broni è pubblicata la poesia “Ai Donatori. Nel 2015; Città di Fucecchio (2° premio), Premio Internazionale Città di Matera (4° Premio ex aequo), finalista Premio Sirmione-Lugana, VIENE NOMINATA  “POETA ACCADEMICO DEL PREMIO HISTONIUM DI VASTO”. Nel “2016 ; Premio “il Numero Uno della Poesia Italiana Contemporanea” di Torino Menzione d’onore; Premio  Città di Pianezza Menzione di merito.
IL 16/04/2016 la Città di Broni Le conferisce la BENEMERENZA CIVICA “ IL SAN CONTARDINO D’ORO”  per meriti letterari in occasione dell’800 anniversario della nascita del Santo Patrono San Contardo d’Este (della famiglia Estense di Ferrara) e compatrono di Modena.


lunedì 26 giugno 2017

Charles Bukowski - Furbi




Charles Bukowski 

Furbi









I furbi scendono la corrente come pesci bianchi 
sulla cresta d'acque blu, oltre le rapide. 
I furbi, con le loro gole e sopracciglia da furbi, 
i loro furbi peli nel naso, entrambe le scarpe allacciate, tutte le tragedie cancellate, 
denti splendenti. 
I furbi non si scompongono. Anche le loro morti sono morti al quadrato, furbi furbi furbi. 
Hanno case migliori, auto migliori, risate migliori. 
Persino i loro incubi sono sogni sgargianti. 
Questi furbi ti siedono di fronte, con un sorriso pulito, che li riempe, financo i capelli sprizzano nitore. 
Quanto ho vissuto e quanti ne ho visti. 
Sapete cos'è davvero la morte? 
È uno di questi furbi rottinculo che ti stringe la mano e ti abbraccia. 
Sapete cos'è davvero la morte? 
Venite a vedermi mentre allungo la carta di credito 
al cameriere disprezzandovi. O peggio.






Nato in Germania nel 1920,  si trasferisce a Los Angeles all'età di 2 anni. La vita in questo nuovo paese non è semplice, la situazione familiare non è delle più felici, racconterà queste vicende nel suo romanzo "Panino al prosciutto". Negli anni successivi fa molti lavori spendendo tutto quello che ha per bere. Cambia continuamente città e dopo varie esperienze, sia lavorative che sentimentali,scrive Factotum e Post Office.
Successivamente scrive Donne, e Storie di Ordinaria follia. Vivrà in serenità con la moglie Linda e tanti gatti nella sua casa di San Pedro. Nel 1988 si ammala di tubercolosi, ma continua a scrivere e pubblicare libri , Hollywood e Pulp, fino alla fine dei suoi giorni. Muore nel 1994 stroncato dalla leucemia.


mercoledì 21 giugno 2017

Solstizio d' estate

Il momento in cui il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l'eclittica, il punto di declinazione massima o minima viene detto Solstizio: il Solstizio d'estate rappresenta il giorno più lungo dell'anno mentre quello d'inverno il più corto.

Questo fenomeno è dovuto all'inclinazione dell'asse di rotazione terrestre rispetto all'eclittica, attualmente l'angolo è di circa 23°27'. 
Il solstizio ha un ritardo di circa 6 ore rispetto all'anno precedente e per ovviare a questo ritardo ecco che si riallinea forzosamente ogni 4 anni con l'anno bisestile. 
In questo modo si evita la progressiva divergenza delle stagioni con il calendario: a causa di ciò il solstizio d'estate può cadere il 20 o il 21 giugno ed il solstizio d'inverno il 21 o il 22 dicembre.


Il Solstizio d'estate è il giorno dell'anno con più ore di luce e da questo momento in poi la sua durata diminuisce sempre più fino ad arrivare al Solstizio d'inverno.

Ricordiamo anche che il Solstizio d'estate corrisponde soltanto nell'emisfero boreale, visto che nell'emisfero australe questa data corrisponde con il solstizio d'inverno e quindi con il giorno più corto dell'anno.

Stonehenge


Ogni anno migliaia di persone si radunano per attendere l'alba nel giorno del Solstizio d'estate a Stonehenge, come ad imitare il benvenuto al sole di druidi, streghe e guerrieri del passato.

Il complesso di Stonehenge è il centro dei misteri legati al Solstizio d'estate (ma anche all'equinozio), le pietre che lo compongono sono allineate in corrispondenza dei punti in cui il sole sorge in questi particolari giorni dell'anno. A detta degli esperti questo sito è un antico osservatorio astronomico, la tradizione popolare lo vuole legato al culto dei druidi che, sembra, lo istituirono come luogo di sacrifici.

Ogni megalite che compone il complesso ha un nome ed una storia particolare: come ad esempio La pietra del Tallone (Heel Stone) conosciuta anche con il nome di Pietra del sole (Sun Stone) e Tallone del Frate (Friar's Hell)

La leggenda ci spiega l'origine del nome:

“Il diavolo comprò le pietre da una donna in Irlanda, le avvolse e le portò sulla piana di Salisbury. Una delle pietre cadde nel fiume Avon, le altre vennero portate sulla piana. Il diavolo allora gridò, ‘Nessuno scoprirà mai come queste pietre sono arrivate fin qui”‘ Un frate rispose, ‘Questo è ciò che credi!’, allora il diavolo lanciò una delle pietre contro il frate e lo colpì su un tallone. La pietra si incastrò nel terreno, ed è ancora lì.”

Tra mito e realtà Stonehenge rappresenta uno dei misteri più affascinanti della storia dell'uomo.



Da questo grafico si può comprendere l'effetto del Sole al Solstizio d'estate quando le pietre erano ancora intatte: il raggio di Sole attraversa un trilite (struttura composta da due pietre verticali sormontate da un'architrave centrale) e cade sull'altare centrale del sito complesso, questo segno celeste permetteva agli antichi di individuare il passaggio delle stagioni.


In passato il Solstizio d'estate era associato a significati assai profondi con riti legati al ciclo della natura e dell'agricoltura: si raccoglievano le erbe spontanee e le erbe officinali che si caricano di energia.

Inoltre dobbiamo anche tenere in considerazione un altro significato assai profondo e cioè che la luce vince sulle tenebre: metaforicamente il bene vince sul male!

Il Solstizio d'estate è sempre stato, nella storia, occasione di feste, come ad esempio i Litha (festa pagana) o la natività cristiana di Giovanni Battista con la cosiddetta "notte di San Giovanni" o "Notte di mezza estate".




venerdì 2 giugno 2017

Il Sole nel Segno dei Gemelli


Il giorno 21 maggio il Sole è entrato nel Segno Zodiacale dei Gemelli, degno rappresentante della vitalità.

Pianeta dominante Mercurio, l'elemento è l'aria; la qualità è "mutevole"; il genere "maschile"


Gli appartenenti ai segni d' Aria sono considerati diplomatici ed amano la vita di relazione. Sono molto intelligenti, le loro caratteristiche principali sono la riflessione ed un notevole intuito.


La qualità Mutevole dona loro uno spirito di adattamento assai elevato, una forte vitalità intellettuale ma anche una discreta arrendevolezza.

Mercurio governatore del segno, dona a questi nativi spirito critico, una vivacità mentale che spesso li porta ad essere poco rispettosi delle convenzioni sociali, sempre in movimento affronteranno la vita con quella spregiudicatezza tipica degli adolescenti anche in età matura.


I nativi del segno dei Gemelli hanno l'argento vivo addosso, sono curiosi e percettivi a livello intellettuale, attenti alle mode saranno sempre al passo con i tempi. Non amano i programmi a lunga scadenza e la noia diventa deleteria in ogni tipo di rapporto sia esso di natura sentimentale che sociale. Le loro qualità intellettuali spesso li portano a facili successi che spesso non riescono a mantenere per motivi di noia.


Per saperne di più clicca qui


lunedì 29 maggio 2017

Charles Bukowski - Non ho smesso di pensarti



Charles Bukowski

Non ho smesso di pensarti







Non ho smesso di pensarti,
vorrei tanto dirtelo.
Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,
che mi manchi
e che ti penso.
Ma non ti cerco.
Non ti scrivo neppure ciao.
Non so come stai.
E mi manca saperlo.
Hai progetti?
Hai sorriso oggi?
Cos’hai sognato?
Esci?
Dove vai?
Hai dei sogni?
Hai mangiato?
Mi piacerebbe riuscire a cercarti.
Ma non ne ho la forza.
E neanche tu ne hai.
Ed allora restiamo ad aspettarci invano.
E pensiamoci.
E ricordami.
E ricordati che ti penso,
che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.
E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.
Ed io ti penso
ma non ti cerco.





Nato in Germania nel 1920,  si trasferisce a Los Angeles all'età di 2 anni. La vita in questo nuovo paese non è semplice, la situazione familiare non è delle più felici, racconterà queste vicende nel suo romanzo "Panino al prosciutto". Negli anni successivi fa molti lavori spendendo tutto quello che ha per bere. Cambia continuamente città e dopo varie esperienze, sia lavorative che sentimentali,scrive Factotum e Post Office.
Successivamente scrive Donne, e Storie di Ordinaria follia. Vivrà in serenità con la moglie Linda e tanti gatti nella sua casa di San Pedro. Nel 1988 si ammala di tubercolosi, ma continua a scrivere e pubblicare libri , Hollywood e Pulp, fino alla fine dei suoi giorni. Muore nel 1994 stroncato dalla leucemia.